Un po’ di Poesia

Giorgio Gaber

martedì, gennaio 17th, 2012

La Cosa

completamente incapace d’amare, io eh? perché l’amore, l’amore è una parola strana, vola troppo, andrebbe sostituita…non sarebbe meglio chiamarlo…La cosa!?! potrebbe diventare più concreto
All’inizio, lei , la amavo, voglio dire che ho avuto quegli attimi intensissimi che al momento sembrano che ti lasciano dei segni profondi, importanti. Ma la cosa non è questo, o meglio, non è solo questo, la cosa è trasformazione, percorso, crescita insieme è un patto di sangue stipulato tra due persone, forse prima ancora, dal destino.
La cosa è l’amore..no, è un altra qualità dell’amore, una qualità che non rimpiange gli attimi perché diventa la vita;
non so se avrò la fortuna di farlo questo patto, forse ci vorrebbe un uomo. certe volte ho provato a cambiare,a ricominciare da capo a reincarnarmi, ma mi sono sempre reincarnato senza di me…ecco!! senza aver avuto una realtà, io passo evanescente tra i sogni di alcune donne che non hanno avuto la possibilità di completarmi.
Ci sarà senza altro il modo di fare la cosa, altrimenti il nostro destino è quello di essere delle scorze di uomini, degli involucri mai delle persone, magari dei personaggi, simpatici anche, affascinati, mai persone!!!
Ma se è così L’amore non sarà mai materia,terra, cosa, sarà sempre una parola che vola, una farfalla che ti si posa un attimo sulla testa…e ti rende tanto più ridicolo, quanto maggiore è la sua bellezza.

Kahlil Gibran

martedì, gennaio 17th, 2012

Kahlil Gibran

L’Amore

[…]Allora Almitra disse: Parlaci dell’Amore.
Ed egli sollevò il capo e guardò il popolo, e una gran pace discese su di loro.
E a voce alta disse:
Quando l’amore vi fa cenno, seguitelo,
Benché le sue strade siano aspre e scoscese.
E quando le sue ali vi avvolgono, abbandonatevi a lui,
Benché la spada che nasconde tra le penne possa ferirvi.
E quando vi parla, credetegli,
Anche se la sua voce può mandare in frantumi i vostri sogni come il vento del nord lascia spoglio il giardino.
Perché come l’amore v’incorona così vi crocifigge.
E come per voi è maturazione, così è anche potatura.
E come ascende alla vostra cima e accarezza i rami più teneri che fremono al sole,
Così discenderà alle vostre radici che scuoterà dove si aggrappano con più forza alla terra.
Come fastelli di grano, vi raccoglierà.
Vi batterà per denudarvi.
Vi passerà al crivello per liberarvi dalla pula.
Vi macinerà fino a farvi farina.
Vi impasterà fino a rendervi plasmabili.
E poi vi assegnerà al suo fuoco sacro, perché possiate diventare il pane sacro nei sacri conviti di Dio.
Tutto questo farà in voi l’amore, affinché conosciate i segreti del cuore,
e in quella conoscenza diventiate un frammento del cuore della Vita.
Ma se avrete paura, e cercherete soltanto la pace dell’amore ed il piacere dell’amore,
Allora è meglio che copriate le vostre nudità, e passiate lontano dall’aia dell’amore,
Nel mondo senza stagioni dove potrete ridere, ma non tutto il vostro riso, e piangere, ma non tutto il vostro pianto.

L’amore non dà nulla all’infuori di sé, né prende nulla se non da se stesso.
L’amore non possiede né vuol essere posseduto,
Perché l’amore basta all’amore.
Quando amate non dovreste dire: “Dio è nel mio cuore” ma, semmai, “sono nel cuore di Dio”.
E non crediate di guidare il corso dell’amore,
poiché l’amore, se vi trova degni, guiderà lui il vostro corso.
L’amore non desidera che il proprio compimento.
Ma se amate e quindi avete desideri, i vostri desideri siano questi:
Sciogliersi e farsi simili a un ruscello che scorra e canti alla notte la sua melodia.
Conoscere il martirio della troppa tenerezza.
Esser feriti dal vostro proprio intendere l’amore,
E sanguinare di buon grado, gioiosamente.
Svegliarsi all’alba con un cuore alato e dire grazie a un nuovo giorno d’amore;
Riposare nell’ora meridiana e meditare sull’estasi amorosa;
Tornare a casa con gratitudine la sera;
E addormentarsi con una preghiera per chi amate nel cuore, e un canto di lode sulle labbra.”

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