Appunti Curiosi

V per Vendetta

lunedì, febbraio 27th, 2012

V per Vendetta

L’utopia di un popolo

Film ambientato in Inghilterra nell’anno 2020, V per Vendetta è stato ripreso dal fumetto di Alan Moore pubblicato tra il 1982 – 1985. Moore illustra una società distopica, dove, a causa di una crisi interna prende il pieno potere un unico partito di destra, trasformando la Gran Bretagna in uno stato totalitario; da qui nascono l’eliminazione delle minoranze e la costruzione di campi di concentramento.

V per Vendetta

V per Vendetta

Ci troviamo davanti un futuro opprimente, dove ogni singolo movimento è controllato dallo stato; un futuro già preannunciato da “Orwell in 1984”, anche qui troviamo grandi televisori sempre accesi, che inviano notizie false e assurde.L’unico ente giornalistico inglese autorizzato è la BTN, ovviamente controllata dal cancelliere Sutler, il tiranno. E’ in questo contesto storico che V fa la sua entrata trionfale, demolendo il vecchio Baily con esplosivo e spettacoli pirotecnici accompagnati con musica lirica (l’Overture 1812 di Piotr Ilic Tchaikovsky). Questo è il primo passo della vendetta di V alla quale assisterà anche la sua alleata Evey ,(Nathalie Portman)che si rivelerà “l’arma” decisiva solo nella parte finale della vicenda; V si introduce negli studi della BTN e riesce a inviare il suo messaggio rivoluzionario a tutta la popolazione inglese, invita il popolo a unirsi a lui, per la distruzione del Parlamento che avverrà tra un anno, (esattamente il 5 novembre 2020). Nel frattempo V inizia a mettere in atto la sua vendetta personale, che riguarda le torture subite nel centro di detenzione di Larkhill; la sua prima vittima è lewis Prothero, “La voce di Londra”, che era l’ufficiale dell’esercito di Larkhill, che uccise molte persone innocenti. La sua morte viene giustificata alla popolazione come un attacco di cuore; la seconda vittima è il vescovo James Lilliman; la terza è il medico legale Delia Surridge, dottoressa nel centro detentivo; Delia riesce a dare una svolta alle indagini, grazie al diario scritto durante il periodo a Larkhill. L’ispettore Finch, inizia così a indagare sul virus che colpì la scuola di St Mary, la metropolitana e un impianto di depurazione dell’acqua. Durante la sua indagine, arriva ad una verità scomoda e capisce che il virus non era opera di estremisti, ma del partito di Sutler; i dottori di Larkhill scoprirono questo virus letale e gli esponenti del partito, tra cui Creedy, (durante il periodo dell’elezioni) decisero che la vittima di questo virus sarebbe stata la nazione stessa e non un nemico della nazione. Fecero così 80,000 morti. Il partito di Sutler vinse l’elezioni e poco dopo una casa farmaceutica, controllata da alcuni membri del partito, (Lewis Prothero), mise in commercio l’antidoto del virus letale. La paura divenne così lo strumento ultimo del governo, e così il politico Sutler venne nominato con la carica, appositamente creata, di Alto Cancelliere.

Si arriva così al 4 novembre, V non è ancora stato scoperto e tra poche ore metterà in atto la sua vendetta, Il cancelliere fa quello che gli riesce meglio, attraverso un messaggio televisivo, mette paura al popolo, dicendo che chiunque questa notte infrangerà il coprifuoco, avrà una punizione meritevole e sarà giustiziato come terrorista. Questa scena è la più significativa, dal mio punto di vista, perché, diversamente dalle prime, davanti alle televisioni non c’è più nessuno, i salotti, i bar, le case di riposo, sono tutte deserte; nessuno ascolta Sutler, il popolo è uscito e si è schierato con V.
V riesce ad arrivare al cancelliere grazie a un patto, fatto con Creedy; Sutler viene ucciso. Creedy e i suoi uomini attaccano V, ma senza successo, nella scena a rallentatore, ( che fa riferimento al film “per un pugno di dollari” nel quale l’uomo senza nome si protegge usando una lastra d’acciaio)V riesce a uccidere tutti i suoi scagnozzi e ,infine, uccide Creedy.
V arriva al binario,in fin di vita, dove l’aspetta Evey che ha il compito di attivare il treno bomba, diretto al Parlamento; V muore e con lui anche la sua anima, finalmente riscattata dalla sua vendetta.
Evey viene trovata dall’ispettore Finch che insieme mettono in atto l’ultimo desiderio di V, fanno partire il treno, che farà esplodere il parlamento alla mezzanotte del 5 novembre.
Intanto in tutte le piazze scendono i cittadini con la maschera di Guy Fawkes, che si godono lo spettacolo pirotecnico e l’inizio della loro libertà.

Quello che colpisce di questo film non è l’intreccio amoroso, le citazioni bellissime di V o il suo passato, ma è l’atto di distruzione del potere totalitario, compiuto dalle persone. Il popolo ha il potere e i mezzi per distruggere l’istituzione, se solo avesse tempo e voglia e se solo non si perdesse dietro alle futilità.
Questo film è stato di ispirazione al movimento degli indignati, dove in ogni manifestazione indossano la maschera di Guy Fawkes, noto personaggio che tentò di fare esplodere il parlamento il 5 novembre del 1605. V simboleggia la rivoluzione, la libertà, l’anarchia ma sopratutto la forza di dire no alle ingiustizie compiute dallo stato.

“Il popolo non dovrebbe temere il proprio governo, sono i governi che dovrebbero temere il popolo!”

 

Manifestazione Occupy Wall Street

Manifestazione Occupy Wall Street

Il 15 maggio 2011, in 50 piazze spagnole, i cittadini manifestarono contro i politici e contro il sistema, che obbliga, ad accontentarsi di lavori precari e di giochi di poteri che aiutano solo i più ricchi; il movimento degli indignati arrivò anche a New York con la protesta “Occupy Wall Street” da qui ha toccato Africa, Europa, Asia e Australia; Questo movimento ha fatto il giro del mondo e tutte le popolazioni hanno aderito pacificamente e apoliticamente per dire no al “sistema”.

Niente dialogo, niente confronto civile, V usa coltelli e bombe,per far saltare in aria gli edifici del potere, come il Big Ben. La sua figura è un misto tra l’eroe cappa e spada e il romantico retrò, come tutto il suo stile (una figura che ama e si veste di vaudeville, rivede ossessivamente i vecchi film come Il Conte di Montecristo del 1934, ha una dimora piena di poster di James Cagney e dei Fratelli Marx), la sua natura è radicalmente violenta e anarchica, così come è anarchico il messaggio originale del signor Moore.

V non è altro che l’unione perfetta tra il cuore di una nazione e il furore di un popolo:

“Era Edmòn Dantés. Ed era mio padre e mia madre, mio fratello, un mio amico, era lei, ero io, era tutti noi.”

V rappresenta il popolo e i suoi diritti, è tutti noi; questa è la visione utopica in una realtà distopica, l’utopia di una rivoluzione, l’utopia di una libertà, l’utopia di un popolo realizzata da un solo uomo, che rappresenta tutti noi; noi siamo quell’uomo, noi siamo quell’utopia!

“Sotto questa maschera non c’è solo carne, sotto questa maschera c’è una idea, Creedy… e le idee sono a prova di proiettile.”

E’ inutile dire che nel film troviamo molte analogie e riferimenti a “1984”, che a parer mio è stato di ispirazione sia per il fumetto, che per il film. Un filo conduttore molto ironico è il fatto che l’attore, (John Hurt) il cancelliere Sutler è lo stesso che interpretò il protagonista Winston Smith in “1984” nell’adattamento di Michael Radford.

V non è di ispirazione solo agli “Indignati” ma anche agli attivisti di “Anonymous”, hackers informatici, che hanno bloccato siti di grandi imprese e dei governi di tutto il mondo, per la lotta della libera informazione. Incredibile è stato l’attacco a Stratfor, agenzia americana specializzata nell’analisi geopolitica e di intelligence; gli attivisti avrebbero rubato i dati di circa 4 mila utenti, tre carte di credito, password e indirizzi di casa. Il gruppo ha rivelato che i dati sono stati utilizzati per effettuare “donazioni di milioni di dollari” a istituti di beneficenza. Uno dei tanti attacchi è stato rivolto all’Italia, ai siti del governo, del senato, del parlamento e della mediaset, rendendoli inaccessibili per alcune ore; Anonymous, spiega, che i motivi dell’attacco sono stati i comportamenti ,non corretti, adottati durante le sedute parlamentari.

Dal mio punto di vista, il mondo distopico che si trova di fronte V ,non è molto lontano dal nostro; lo stato entra nelle nostre case, nelle nostre vite e si impossessa dei nostri dati privati per essere in grado di sapere dove siamo, con chi, e per quale motivo; tutto questo è stato studiato “per proteggerci”, per far sapere la nostra posizione a tutti. Forse non capiamo che quello che è stato creato per la nostra protezione, in realtà non è altro che un trappola di cristallo, e che (forse) ,come dice V, “la paura è l’arma migliore che possiede lo stato”.
La carta di credito è la miglior chiave per entrare nella nostra vita, dopo alcuni secondi dall’utilizzo, la banca è in grado di capire dove siamo, quanto abbiamo speso e quanto è il nostro saldo. Più la usiamo e più dati inviamo. Ma allora è questo il tipo di società a cui vogliamo arrivare? Costretti a mettere i risparmi su carte di credito, per combattere così l’evasione fiscale, e magari in un futuro non troppo lontano, costretti a pagare tasse, a nostra insaputa, spillandoci soldi direttamente dai nostri conti. Non credo che questo sia il meglio per la popolazione; ma questo è solo il mio punto di vista.

Costa Concordia

venerdì, gennaio 20th, 2012

Costa Concordia

Il disastro poteva essere evitato

Venerdì 13 Gennaio 2012 ore 21.40 La Costa Concordia scontra uno scoglio delle isole Scole, nei pressi del porto del Giglio e inizia a imbarcare acqua; 22.58 suona la sirena per l’abbandono della nave; 23.15 Costa Concordia inizia ad inclinarsi lentamente, fino ad appoggiarsi sul fianco di dritta. L’evacuazione terminerà tra le 2.30 e le 3.00 del mattino.
3.216 passeggeri e 1.013 membri dell’equipaggio.
Il bilancio delle vittime del 20 gennaio e di 11 persone e 22 dispersi. Numeri molto piccoli considerando la vastità del disastro, se non fosse per il fatto che questi numeri potevano essere ridotti a zero. Come potete vedere all’inizio dell’articolo, passano quasi 2 ore tra l’urto e l’ordine di abbandonare la nave. Se non fosse stato per l’inadeguatezza del capitano Francesco Schettino, forse quei “numeri così piccoli” sarebbero inesistenti, e la vicenda sarebbe stata ricordata come una “grottesca burla”.Purtroppo non è così e dobbiamo fare i conti con gente incompetente. Il capitano Schettino non ha neanche rispettato il codice della marina, ovvero: “il capitano non deve abbandonare la sua nave”; ha pensato bene di imbarcarsi su una barca di salvataggio e fare finta di niente!! Infatti dopo solo 5 giorni, è diventata famosa la conversazione telefonica tra Schettino e il comandante della capitaneria di porto Gregorio De Falco:

[…]
Schettino:“In questo momento la nave è inclinata…”

De Falco:
“Ho capito. Ascolti: c’è gente che sta scendendo dalla biscaggina di prua. Lei quella biscaggina la percorre in senso inverso, sale sulla nave e mi dice quante persone e che cosa hanno a bordo. Chiaro? Mi dice se ci sono bambini, donne o persone bisognose di assistenza. E mi dice il numero di ciascuna di queste categorie. E’ chiaro? Guardi Schettino che lei si è salvato forse dal mare ma io la porto… veramente molto male… le faccio passare un’anima di guai. Vada a bordo, cazzo!”

Ma il capitano della Costa Concordia si difende così durante l’interrogatorio:

“I passeggeri si accalcavano sui ponti prendendo d’assalto le scialuppe. Io non avevo neanche il giubbotto salvagente perché lo avevo dato uno dei passeggeri, che cercavo di farli salire in modo ordinato sulle barche. All’improvviso, visto che la nave era inclinata di 60-70 gradi, sono inciampato e sono finito dentro una di quelle imbarcazioni. Per questo mi trovavo lì. E una volta sospeso non riuscivo a scendere in mare perché lo spazio era ostruito da altre imbarcazioni in acqua”.

Questa tragedia poteva essere evitata, ma fino a quando grandi responsabilità verrano affidate a persone incompetenti noi italiani non potremo sperare nel meglio.

Aldous Leonard Huxley

lunedì, gennaio 16th, 2012

Aldous Leonard Huxley

Stati di alterazione della coscienza

Huxley è uno scrittore britannico nato il 26 luglio 1894 a Goldalming; molti lo considerano come il “padre spirituale” del movimento hippie ma è famoso anche per i suoi romanzi di fantascienza, saggi, poesie e racconti di viaggio.
Tanto era grande la sua capacità di scrittore quanto era quella spirituale. In uno dei suoi saggi “The doors of percepition” Huxley affronta un indagine intorno alla natura dell’uomo e delle sue sensazioni che arricchiscono la nostra conoscenza, ma lo fa attraverso l’uso della mescalina, una droga allucinogena che porta alterazioni della percezione visiva e sensoriale. Huxley sostiene che l’uomo ha bisogno di fuggire dalla banalità quotidiana e per farlo cerca strumenti, come le droghe, che lo conducano in una realtà parallela, anche se quest’ultimi sono dannosi, sopratutto perché portano in uno stato di isolamento che Huxley riconduce all’indifferenza che popola il mondo “normale” e a quella apatia che pervade il malato di schizofrenia.
In questo saggio inquadra la condizione umana del XX secolo, cioè una cultura legata ai piaceri dei beni materiali, e poco attenta alla spiritualità che vive nella semplicità di ogni colore o essere vivente che ci circonda; è proprio grazie alla mescalina che Huxley scopre un nuovo modo di vedere il mondo, con essa spazio, tempo e distanza, si dilatano perdendo il valore che gli viene attribuito nella normale quotidianità. Con questa modalità le cose importanti perdono la loro efficacia e altre cose come i colori multiformi, che caratterizzano una stoffa, diventano il centro del nostro interesse. Una camicia multicolore, grazie alla mescalina, perde il fine materialistico per cui è stata creata, i nostri occhi riescono a percepire il “puro” e capiscono che il colore è la chiave di accesso verso l’infinito.
Questo allucinogeno, infatti, innalza la percezione dei colori fino al punto di emozionare l’individuo; per questo motivo, sotto l’effetto di tale droga, la vita di un fiore avrà la stessa importanza della vita di un uomo, perché dietro quel fiore si nasconde l’universo.
Huxley usa la mescalina come metodo per eliminare il filtraggio che il cervello applica alla realtà, e che ci impone la visione del mondo, cogliendo solo ciò che per “lui” è essenziale per la nostra esistenza.
Quindi l’uso di questa sostanza secondo Huxley è la ricerca incessante di un diverso livello di realtà. In un mondo in bianco e nero ogni piccola sfumatura di colore acquista la sua importanza.
Oggi le sostanze stupefacenti innalzano muri protettivi che isolano dalla realtà; Huxley si immerge in essa cercandone le radici più profonde, fa breccia in quel muro alla ricerca del suo “io” più profondo.
Il saggio di Huxley, “The doors of percepition”, ispirò il gruppo musicale “The Doors” che, oltre al nome, ripresero dal suo pensiero gran parte delle loro canzoni.
La mescalina, droga allucinogena, ha aperto un nuovo mondo, un nuovo modo di vedere la realtà e di interagire con essa. Molti scrittori, filosofi, artisti, cantanti, hanno fatto uso di stupefacenti; ma qual’è il motivo che gli ha spinti a farlo? Per lo sballo o per la spinta che riusciva a dare alla fantasia e alla creatività? O, ancora meglio, per trovare ciò che nella realtà quotidiana non riusciamo a percepire. Se tali sostanze riescono ad aprire le porte di una realtà mai percepita, allora quelle persone ritenute tossicodipendenti, in realtà sono riusciti a comprendere come arrivare nella sfera più alta dell’esistenza umana. Allora chi fino ad oggi si è tenuto a debita distanza da droghe, e che quindi non ha mai visto (o non ha mai voluto vedere?) quello che c’è al di là della materia, in realtà ha sempre sbagliato?
Io credo che non si possa giudicare, o dire ciò che è giusto o sbagliato, ma capire perché questi artisti, attraverso gli stupefacenti, siano diventati dei saggi, geni e filosofi che hanno cambiato il modo di pensare di tutte le persone che, in un modo o nell’altro, sono entrati in contatto con il loro pensiero.

Questo non significa che la strada giusta, per capire la vera realtà, sia l’uso della mescalina, ma è uno dei modi per conoscerla; Come afferma Carlos Castaneda un altro modo, naturale, è attraverso il sogno che è “la porta per entrare e uscire da altre realtà”.
La mescalina è quindi soltanto un mezzo, che l’uomo usa per facilitare il passaggio.

“L’importante non è seguire il flusso ma far sì che il flusso dell’esistenza si modelli sulle nostre forme. Grazie all’uso della mescalina hanno creato l’abito perfetto per un anima in grado di essere qui ora e altrove in ogni momento.”

 

Fonte1

Fonte2

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