Vincent Van Gogh

Vincent Van Gogh Giallo pazzia

Il giallo è il colore che Van Gogh preferisce e che usa in moltissimi suoi quadri. La pazzia di Van Gogh probabilmente deriva da un trauma infantile a causa della morte del suo fratello maggiore, che nacque lo stesso giorno e portava il nome Vincent; Van Gogh si sentiva un “figlio sostituto”. Van Gogh nasce il 30 marzo del 1853 e morì il 29 luglio 1890, attraversata l’esperienza dell’Impressionismo, ribadì la propria adesione a una concezione romantica, nella quale l’immagine pittorica è l’oggettivazione della coscienza dell’artista: identifi cando arte ed esistenza, van Gogh pose le basi dell’Espressionismo. A Parigi (1886) entra in contatto con l’impressionismo che gli fece comprendere l’originalità e i valori racchiusi in quella nuova concezione della visione: anche se non aderì mai a quella scuola, perché egli intese sempre esprimere solo quello che aveva «dentro la mente e il cuore», e la sua tavolozza, fino a quel momento scura e terrosa, si schiarì proprio grazie all’influsso della pittura impressionista e alleggerì i propri soggetti, tralasciando i temi sociali per i paesaggi e le nature morte; sperimentò anche l’accostamento dei colori complementari cimentandosi con la tecnica puntinista inventata da Seurat. Trasferitosi ad Arles il 20 febbraio del 1888, andò ad alloggiare prima in albergo e poi, in maggio, affittò un appartamento di quattro stanze di una casa dalle mura gialle che si affacciava sulla piazza Lamartine, ritratta in un quadro famoso. Qui, immerso nella natura, abbandonò le tecniche impressioniste per ribadire la visione romantica di Delacroix, non ritraendo fedelmente quello che vedeva ma cercando l’espressione attraverso il libero uso del colore. La Stanza Gauguin arrivò ad Arles il 29 ottobre del 1888 e divise la casa con Van Gogh. La convivenza era investita da numerosi litigi causati dalla poca ammirazione di Van Gogh da parte di Gauguin, che portarono l’artista a tagliarsi l’orecchio. La consapevolezza di essere incompreso,l’ansia di capire se stesso e di trovare i modi attraverso cui esprimere la propria interiorità, la ricerca del suo ruolo seguito da numerosi insuccessi, dai rifiuti, dall’isolamento, lo condussero in una profonda depressione, e a una forma di alienazione mentale che gli procurava tremende crisi durante le quali perdeva ogni contatto con la realtà e che lo portarono al suicidio. Van Gogh viene inserito all’interno del movimento post-impressionista e viene anche riconosciuto come anticipatore dell’espressionismo perché concentrava la sua ricerca artistica sul contenuto espressivo non sulla rappresentazione dell’istante. Caratteristica delle sue opere era la deformazione delle forme al fine di rappresentare la vera essenza delle cose e degli uomini; indipendentemente dal soggetto rappresentato, nei suoi dipinti ogni elemento appare fluttuante, vibrante, carico di energia, grazie ad una tecnica originale basata su pennellate turbinose e dense, colori intensi e contrastanti, deformazioni dei soggetti appositamente ricercate. Questa deformazione si può vedere anche in Munch e in Kirchner, realizzata con allungamento delle figure, L’arrotondamento, la frantumazione o l’indurimento delle linee di contorno dei soggetti, esprime, anche se in modi diversi, la solitudine, il disagio, il “male di vivere” dell’autore.

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One Response to “Vincent Van Gogh”

  1. giadIn@ scrive:

    Adoro Van gogh…<3

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