Verga

Verga

La vita

nasce nel 1840 a Catania, studia per 10 anni nella scuola privata del poeta Antonio Abate, dal quale, assimila un educazione laica e la passione per la storia e per la letteratura contemporanea.
Nel 1965 si trova a Firenze dove entrerà in contatto con i letterati dell’epoca, immergendosi in un clima appassionato alle vicende sentimentali del Romanticismo. Conosce Capuana.
Nel 1872 si allontana nuovamente da Catania e trascorerra 20 anni a Milano; lacittà offre allo scrittore contatti e aperture cultural e recupera la pacifica “vita dei campi”.

La poetica

Il primo esempio di poetica verista di Verga lo abbiamo nel 1874 nel “Bozzetto siciliano Nedda”; novella, in cui, per la prima volta una ambientazione siciliana fa da cornice alla storia, di una povera raccoglitrice di olive. La stagione verista si apre nel 1878 con la composizione di Fantasticheria e Rosso Malpelo(vita dei campi).

Fantasticheria

Rievoca un soggiorno nel borgo siciliano di Acitrezza, il narratore, originario del luogo ma influenzato ormai dalla civiltà cittadina, guida la donna nella comprensione di una realtà lontana per entrambi (il piccolo mondo siciliano è popolato da pescatori).Si può notare una nostalgia romantica ispirata dall’idealizzazione di un paradiso, nella cui pace si placherebbero le irrequitudini dell’intelletuale, di fronte alle contraddizioni di una società progredita.

Rosso Malpelo 1880

Qui è cancellato ogni residuo di idealizzazione romantica, ma rivela una padronanza nella tecnica di narrazione impersonale (lo scrittore rimane invisibile, cosicchè il romanzo risulti un avvenimento reale, senza serbare alcun punto di contatto con la personalità dell’autore). La storia si svolge in una cava di sabbia siciliana (rena rossa), e il protagonista, Rosso, è vittima della violenza dei compagni ma, a differenza di loro,è consapevole dei meccanismi dello sfruttamento. Dopo la morte del padre,ucciso da una frana durante il lavoro, Rosso si sente totalmente abbandonato e da sfogo ad atteggiamenti, che gli altri lavoratori non comprendono, come la tormentata protezione offerta a un ragazzetto, il comportamento sadico nei confronti dellebestie, l’attaccamento morboso delle poche cose lasciate dal padre.Rosso muore disperso in una cava di sabbia. In Rosso Malpelo si distinguono due tecniche narrative:

  1. Regressione : il narratore scrive adottando le superstizioni popolari…(capelli rossi=cattiveria) quindi regredisce a livello sociale e mentale. Legata alla regressione è il discorso indiretto libero (utilizzato limitatamente nella novella, ma che troverà largo impiego nei malavoglia).
  2. Straniamento :consiste nell’applicare a uno oggetto un tipo di percezione, tale da cancellarne la familiarità, rendendolo sconosciuto e strano come il comportamento di Rosso constantemente incomprensibile.
  • Discorso diretto: enunciato chiuso fra virgolette
  • Discorso indiretto: è la trasformazione dell’enunciato
  • Discorso indiretto libero: è la trasformazione dell’enunciato; è il rapporto fra le due diverse modalità, così il narratore dà indirettamente la parola ai suoi personaggi

Malavoglia 1881

La vicenda a luogo ad Acitrezza, paese siciliano non lontano da Catania, dove vive una famiglia di pescatori, i Malavoglia. La famiglia è composta da padron’Ntoni, dal figlio Bastianazzo, marito della Longa e dai loro 5 figli: ‘Ntoni, Luca, Mella, Alessi e Lia (Sono proprietari di una barca “La Provvidenza”). I Malavoglia decidono di comprare dallo zio Crocifisso un carico di lupini per rivenderli a Riposto (paese siciliano). Nel frattempo ‘Ntoni viene chiamato alla leva militare, è destinato a Napoli dove farà esperienza della vita cittadina. A causa di una tempesta “La Provvidenza” naufraga, muore Bastianazzo e perdono il carico di lupini, non ancora pagati; la famiglia cerca di rimediare al tracollo economico, così il giovane ‘Ntoni, ritornato dalla leva, lavora con il nonno nella barca di Padron Fortunato Cipolla. Intanto Luca viene chiamato alla leva militare.
Le sorti della famiglia sembrano volgersi a un evoluzione positiva : la barca viene restaurata, padron ‘Ntoni riesce a saldare una parte del debito e a combinare un fidanzamento dalle nipote Mella, innamorata segretamente del carettiere Alfio Mosca, con Brassi Cipolla. Purtroppo questo periodo felice finisce con la morte di Luca nella battaglia di Lissa e l’usara dello zio Crocifisso riesce a espropriare alla famiglia la casa del Nespolo. Questo grave declassamento comporta alla rottura del findanzamenti di Mella. Dopo la morte della Longa, uccisa da colera, ‘Ntoni, sempre più oppresso, decide di andarsene dal paese, ma farà ritorno per riprendere la casa; si unisce ad una banda di contrabbandieri e viene arrestato per aver accoltellato il brigadiere Don Michele, mentre Lia viene a contatto con la prostituzione. Padron ‘Ntoni colpito da un malore, causati da queste disgrazie, morirà a Catania in ospedale.
Scontata la pena ‘Ntoni ritorna alla casa del Nespolo, dopo averla riscattata, con lui c’è anche Mella, Alessi e la sua sposa Nunziata. ‘Ntoni abbandonerà per sempre la casa.

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